|
Diario di viaggio di Stefano e Annalisa Gualco – Madagascar 02/09/06-16/09/06 Itinerario: Diego Suarez, Riserva Ankarana, Parco Montagna d’Ambra, Antananarivo, Morondava, Belo sur Mer e soggiorno mare a Ile Sainte Marie. Dopo essere stati in Madagascar nel 2004, abbiamo deciso quest’anno di tornare in questo splendido Paese per poter visitare quei luoghi non toccati nel precedente viaggio. Allora avevamo fatto il percorso da Tulear-Ifaty a Antananarivo attraversando gli altipiani e poi una settimana di mare a Nosy Be, con escursioni alle vicine Nosy Iranja e Nosy Tanikely. E’ stato un viaggio stupendo che ci ha molto colpito e da allora ci siamo promessi di ritornare per completare… l’opera. Così questa volta abbiamo deciso di visitare il Nord (Diego Suarez,Ankarana e Montagna d’Ambra), scendere fino a Morondava (Avenue du Baobab) e Belo sur Mer (cantieri navali) e poi trascorrere qualche giorno di relax (si fa per dire…) a Ile Sainte Marie per osservare le balene che qui vengono a partorire e svezzare i lori “cuccioli” proprio in questo periodo. Siamo partiti il 2 settembre e all’aeroporto di Diego Suarez abbiamo fatto conoscenza con i nostri due accompagnatori per il tour del Nord: Philipp (ottimo autista e ottimo cuoco) e Etienne (la nostra ottima guida). Diciamo subito che entrambi sono stati di una gentilezza unica, sempre disponibili e pronti a soddisfare ogni nostra richiesta. Dopo aver scaricato i bagagli al Grand Hotel di Diego (ottimo albergo, tutto nuovo), abbiamo subito cominciato la nostra seconda avventura malgascia visitando i luoghi principali della città :ciò che resta del glorioso Hotel de la Marine, la statua del maresciallo Joffre, (da dove si poteva scorgere un tratto di baia con diverse navi ancorate nella rada), il Quartiere Militare , i cimiteri inglese e francese posti uno di fronte all’altro e poi ci siamo diretti verso la Baie des Sakalava (molto ventosa ma assolutamente deserta ) e la spiaggia di Ramena (senza vento, ma affollatissima, soprattutto di gente del posto, anche perché era domenica). Durante il percorso, ci siamo fermati ad ammirare il cosiddetto Pan di Zucchero, un sacro isolotto a forma di cono che svetta nella baia di Diego. Abbiamo fatto anche il primo incontro con un camaleonte perfettamente mimetizzato su di un cespuglio, ma che il nostro bravo Philipp ha scorto ugualmente mentre stava guidando (come ci sia riuscito è ancora un mistero!). Il giorno successivo, caricati i bagagli sull’auto e cambiato un po’ di euro per le spese “varie ed eventuali”, siamo partiti per la visita degli Tsingy Rouge, a 2 ore circa da Diego, degli incredibili pinnacoli calcarei rossastri che svettano a centinaia in una vallata attraversata da un ruscello. Poi, grazie ai nostri due accompagnatori, abbiamo fatto una breve visita al lago sacro Antanavo, nei pressi di Anivorano, popolato dai coccodrilli. Ci siamo fermati sulla sponda del lago e la nostra guida ci ha suggerito di battere ritmicamente le mani, come per invocare l’arrivo dei coccodrilli. E, incredibilmente, dopo una decina di minuti, ecco arrivare come per magia tre grossi coccodrilli! Abbiamo gettato loro un po’ di carne , comprata in precedenza al mercato locale. I bestioni sono saliti sulla sponda e hanno divorato velocemente quanto ricevuto. Quindi , dopo averci fissato per un po’, forse per ringraziarci del pasto loro offerto, sono tornati nelle acque del lago, sparendo tra i fitti canneti. Dopo circa altre 2 ore, attraversando paesaggi bellissimi, “causa” di frequenti soste fotografiche, siamo giunti alla Riserva dell’Ankarana. Dopo un pranzo pic nic, eccoci pronti alle prime escursioni (a piedi) nella Riserva: visitiamo i Petit Tsingy, le Grotte dei Pipistrelli (erano veramente tantissimi) ed il letto di un fiume che scompare nel sottosuolo. Gli Tsingy dell’Ankarana non sono come quelli visti in precedenza: questi sono di roccia dura, appuntita e tagliente. Le nostre scarpe ne sapranno qualcosa! Abbiamo fatto anche un primo incontro con un gruppo di lemuri, che saltellavano allegramente tra gli alberi. La sera, come da programma, ci siamo fermati a dormire nella Riserva e questa è stata davvero una bella esperienza. Dopo un’ottima cena a base di pesce preparata da Philipp e consumata alla luce della lampada a petrolio e con sottofondo solo i suoni della natura, il vento e il canto degli uccelli, siamo andati a dormire in una tipica capanna malgascia, (dotata comunque di un semplice letto con zanzariera) proprio nei pressi di un villaggio locale. Che pace ! Non ci sono elettricità e servizi igienici ma che importa? Una notte passata così,a stretto contatto di una natura meravigliosa, è senz’altro un’ esperienza da provare. La mattina seguente sveglia prima dell’alba e, dopo una buona colazione, partenza per la seconda escursione nella Riserva: Lac Vert, Grand Tsingy e Perte de Rivière, per un totale di circa 20 km.di cammino su sentieri e sassi tra andata e ritorno. Durante il cammino incontriamo diversi gruppi di lemuri e pure una mangusta. Fresco (ma non troppo) al mattino, gran caldo al pomeriggio, ma che spettacolo una volta giunti sul posto! Il Lac Vert è di un verde smeraldo ed è quasi completamente circondato dagli Tsingy. Si tratta di una vasta distesa di Tsingy, tra i quali cresce anche qualche pianta. Durante il pranzo,consumato all’ombra di una pianta, ecco comparire 5 lemuri, che, senza alcun timore, sono venuti tra noi (anche sopra di noi, visto che tranquillamente si sistemavano, a turno, sulle spalle o sulle gambe) con la chiara intenzione di poterci sfilare qualche banana. E ci sono riusciti! Prima di lasciara l’Ankarana,visitiamo come previsto anche Perte de Rivière: si tratta di una specie di anfiteatro naturale a valle del quale c’è una profonda buca, dove l’acqua di 3 fiumi si riversa impetuosa durante la stagione delle piogge. E’ impressionante pensare al fragore ed alla potenza dell’acqua in questo luogo quando i fiumi sono in piena. Lasciamo la Riserva di Ankarana per raggiungere Joffreville, dove passeremo la notte al bellissimo Hotel Domain de Fontenay (saremo gli unici ospiti e ci assegnano una camera grandissima con tanto di bagno in marmo!). Il mattino seguente partenza per il Parco della Montagna d’Ambra. Qui tutto è diverso. Secco ed arido l’ Ankarana, verdissima e fresca (infatti piove tantissimo ma noi siamo stati fortunati e abbiamo avuto una bella giornata di sole) la Montagna d’Ambra. Abbiamo passeggiato tra alberi altissimi, tra una fitta vegetazione, abbiamo visitato tre cascate (la più spettacolare era più di 80 metri) e avvistato diversi camaleonti, tra i quali, grazie al nostro Etienne, anche quello più piccolo del mondo: poco più lungo di un’unghia, è davvero minuscolo! E così la prima parte del nostro viaggio sta per concludersi. Ritorniamo a Diego Suarez e salutiamo con dispiacere ed anche un po’ di commozione i nostri validissimi accompagnatori, che, lo ripetiamo, sono stati veramente gentilissimi e disponibilissimi per qualsiasi cosa. Pernotteremo stavolta all’Hotel Colbert, che si dimostrerà comunque inferiore al Grand Hotel (camera piccola e buia, ma per una notte può andare bene). L’indomani mattina un breve volo di circa 1 ora ci porta a Morondava. Qui ad attenderci ci sono altre due persone: l’autista Dadà e l’accompagnatore Claude. Dopo un ottimo pasto a base di pesce e crostacei (sarà una costante nel nostro viaggio ed a prezzi irrisori) eccoci in viaggio verso Belo sur Mer. Ci aspettano circa 80 km di strada sterrata e impiegheremo circa di 5 ore per fare il percorso, anche perché, tante volte ci fermiamo per ammirare e fotografare paesaggi, villaggi, uomini e donne intenti a svolgere le loro attività quotidiane e bambini festosi che accorrono e salutano al nostro passaggio.Un grazie, ovviamente, ai nostri due accompagnatori, che, pure loro, si sono dimostrati molto disponibili e pazienti e sempre pronti soddisfare le nostre richieste. Abbiamo visitato quindi la foresta dei baobab “bottiglia” (chiamati così per la loro forma che veramente ricorda una gigantesca bottiglia), le saline ed il “porto” dove vengono caricati i sacchi di sale sulle imbarcazioni. Dopodiche’, facendo a gara con l’alta marea che sale velocemente e copre gran parte di strada per cui, a tratti, dobbiamo passare anche con la pista allagata e non di poco, giungiamo a Belo sur Mer in tempo per goderci un fantastico tramonto sul mare. Pernottamento all’Hotel La Marina. Anche qui siamo solo noi due! Una vera oasi di tranquillità e pace, con il nostro bungalow proprio a due passi dalla spiaggia. Il mattino seguente, con il fido Claude, ci siamo recati al villaggio per vedere i cantieri navali. E’ impressionante vedere come degli uomini, con la sola forza delle braccia, riescono a costruire delle imbarcazioni così grandi e perfette. Qui tutto è fatto a mano, persino i chiodi, ed ognuno ha il suo compito, anche i più piccini. Davvero interessante! Dopo aver fatto un giro in piroga nella laguna e aver visitato la zona delle mangrovie, riprendiamo la pista che ci riporterà a Morondava. Durante il tragitto possiamo vedere alcune tombe sakalava e quindi arriviamo alla famosa e fotografatissima Avenue du baobab, la Via dei baobab. Ed è proprio così, un tratto di pista contornata a destra e a sinistra da file di giganteschi baobab. Attendiamo qui il tramonto, ed è veramente bellissimo vedere tutti questi strani alberi allineati, con i colori e le sfumature che solo un tramonto africano sa offrire. A Morondava il pernottamento sarà da Chez Maggie, hotel molto bello, direttamente situato sulla lunga spiaggia. Il mattino seguente, salutati anche Dadà e Claude con commozione, si parte per Antananarivo e da qui coincidenza quasi immediata per Ile Sainte Marie. Qui alloggeremo al Princesse Bora Lodge, un bellissimo hotel molto vicino all’aeroporto e su una bella spiaggia, tanto è vero che il giorno della partenza,il trasferimento dall’hotel lo faremo su di un carretto trainato da una coppia di zebu’. Ma il nostro soggiorno sulla cosiddetta “isola dei pirati” non si limiterà certo alla vita da spiaggia, anzi! Per due volte facciamo l’escursione per avvistare le balene.E, ambedue le volte, appena usciti e ancora molto vicini alla costa, eccole ! Mamma e “piccolo”, insieme, nuotano tranquille nell’oceano! Ne vedremo diverse ed è veramente bellissimo poterle ammirare così da vicino (sono passate addirittura sotto la barca). Altro giorno, altra escursione: questa volta andiamo al nord dell’isola, alla spiaggia di La Cocoteraie. Noleggiamo un fuoristrada con autista e amico accompagnatore. La strada infatti è per lunghi tratti pessima e buche e tratti fangosi sono frequentissimi. Il paesaggio che vediamo comunque è stupendo, la vegetazione è rigogliosissima e possiamo vedere anche diverse piante di orchidee in fiore e attraversiamo inoltre numerosi villaggi, immancabilmente accolti dai saluti dei tantissimi bambini. Ma quando si arriva lassù dopo tanta strada sterrata e ti trovi di fronte una spiaggia bianca lunga 7 km tutta per te, allora ti senti come in Paradiso! Al ritorno visitiamo pure la Chiesa cattolica più antica del Madagascar, che si trova appena fuori del capoluogo Ambodifotatra, una piccola cittadina senza particolari attrazioni se non diversi piccoli negozietti dove si possono trovare simpatici souvenir. Visitiamo poi la scuola di una missione cattolica, dove lasciamo parecchie penne e quaderni per i bambini. Gentilmente una Suora ci fa vedere le varie classi e questo ci ha fatto veramente molto piacere. Prima di rientrare in hotel visitiamo il cimitero dei pirati: incredibile ma vero, poste in cima ad una collinetta, ci sono tante lapidi pittoresche sulle quali si possono distinguere ancora piuttosto chiaramente le date di nascita e/o morte dei vari personaggi e una di queste ha ancora ben visibile il simbolo classico della pirateria, cioè il teschio con le due ossa incrociate. Infine siamo stati un paio di volte a Ile aux Nattes, piccola isola separata da Sainte Marie da un canale che si attraversa in piroga con i ragazzi locali, in circa 5 minuti. Qui il mare è stupendo, ancora più bello che sull’ isola maggiore Sainte Marie! Con un ragazzo locale abbiamo fatto il giro dell’isola in piroga, circa 2 ore, e abbiamo potuto vedere angoli di rara bellezza, anche se su questa piccola isola c’è, secondo noi, qualche hotel, anche se piccolo, di troppo. Speriamo non ne costruiscano altri. Ma oramai siamo alla fine di questo viaggio. Si ritorna ad Antananarivo, dove trascorriamo l’ultima notte in terra malgascia al gia’ conosciuto Hotel Royal Palissandre. Il mattino seguente infatti, ci attende l’ultimo volo, quello verso casa. Si conclude così la nostra seconda avventura in Madagascar. Siamo sicuri che tra noi e questo Paese abitato da gente meravigliosa e cordiale si è instaurato e consolidato un legame profondo, unico e inconfondibile. Abbiamo visto paesaggi bellissimi, tramonti infuocati, una natura stupenda e un mare meraviglioso, ma ciò che non potremo mai dimenticare sono i sorrisi e la gentilezza della gente e dei tantissimi bimbi che sempre abbiamo trovato in ogni luogo visitato ed in ogni villaggio attraversato. Noi vogliamo dare un solo consiglio a chi ci legge, ma più che un consiglio si tratta di una preghiera: portate caramelle, penne, matite,quaderni, magliette, piccoli giocattoli, da distribuire ai tanti bambini che incontrerete. Noi lo abbiamo fatto ed al ritorno, nelle nostre valigie, c’erano più souvenir che cose portate da casa. Certo, non si potranno soddisfare tutti, ma comunque sarà un gesto bellissimo e ancora di più sarà bellissimo vedere il sorriso che ci regaleranno in cambio, accompagnato dall’immancabile “merci”. Ma “merci” lo dovremo dire noi, lo dovremo dire noi a questa gente e a questo Paese meraviglioso per averci dato queste emozioni e sensazioni così uniche e incancellabili. Questo è il racconto del nostro viaggio e delle nostre impressioni. Certamente siamo consci che non tutti le condivideranno, ma a noi questo viaggio, così come quello del 2004,(ma anche come quelli fatti in precedenza in Africa) ha regalato tante forti emozioni, quelle emozioni che solo la Terra d’Africa sa dare e che certamente non dimenticheremo mai. |