Mauritius - zucchero

Mauritius - Feste, riti, cultura e tradizioni

Con più di ottanta tra religioni e culti rappresentati in un’area più piccola di quella della provincia di Roma, la tolleranza che ogni mauriziano tributa agli altri gruppi religiosi non dovrebbe sorprendere più di tanto. In un momento che a volte sembra sfavorevole al dialogo tra le fedi, Mauritius rappresenta davvero una radiosa eccezione: le feste religiose nazionali sono più di venti, perché il governo persegue da sempre una politica di integrazione e reciproco rispetto e la convivenza pacifica è ormai sull’isola un dato di fatto.

Venti feste nazionali, dicevamo, e altrettante celebrazioni pubbliche. Ogni ricorrenza religiosa è per i mauriziani un momento da condividere. Da quelle per stomaci forti, come la festa tamil di Cavadee, in cui i pellegrini sfilano in processione con il corpo infilzato di aghi e punzoni, a quelle che sembrano riportare in India, come Maha Shivaratree, in cui i pellegrini induisti si dirigono verso il lago di Grand Bassin per attingerne alle acque sacre; dalla suggestione di un’isola che di notte sembra illuminata a giorno da tutti i lumini posti al di fuori delle case per la ricorrenza di Divali, alla giovialità e all’allegria del Capodanno cinese, festeggiato a base di rosso benaugurante e di fuochi d’artificio per cacciare via i demoni malintenzionati.

Completano la sequenza le ricorrenze cristiane e quelle musulmane: tutte, indistintamente, festeggiate da tutti. Nel censimento del 2000 la popolazione mauriziana risulta composta per il 68% da indo-mauriziani (discendenti dai lavoratori coatti e dai commercianti indiani), per il 27% da creoli (discendenti degli schiavi africani), per il 3% da sino-mauriziani (discendenti dei cinesi) e per il 2% da franco-mauriziani (discendenti dei coloni francesi). Le religioni si dividono così: induisti per il 48%, cattolici per il 23,6%, altri credo cristiani per l’8,6%, 16,6% per i musulmani e la rimanente percentuale suddivisa tra gli altri credo.