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Mauritius - Ecologia e Riserve Naturali

Il monito del dodo ha certo dato i suoi frutti: a Mauritius, infatti, la politica ambientale è una priorità. Ne sono testimoni le decine di parchi nazionali, riserve zoologiche e aree protette, marine e terrestri, create negli ultimi decenni per la salvaguardia delle specie rare e a rischio: il parrochetto verde, un simpatico pappagallo, il colombo rosa, il cardinale e il gheppio di Mauritius sono solo alcune tra di esse. Senza contare l’enorme opera di sensibilizzazione sulla popolazione locale e i visitatori, che vengono incoraggiati a vivere un rapporto più consapevole con il territorio.

Un ruolo fondamentale lo ha avuto la Mauritius Wildlife Foundation, con i suoi progetti dedicati alla salvaguardia di singole specie ma soprattutto per aver dato il via al movimento d’opinione che ha poi portato alla creazione delle riserve naturali: dalla più importante, quella del Black River Gorges, a quella dell’Ile aux Aigrettes, gestita direttamente dalla MWF e tempio dei colombi rosa, passando per Ile Ronde, Ile aux Serpents, La Pouce e Bois Sec.

Per avere un’idea di come le foreste si dovessero presentare agli occhi dei primi esploratori, bisogna andare nel Black River Gorges National Park, più di 6mila ettari di riserva montana creata per preservare la foresta nativa e le specie che la abitano. Si tratta di piante e animali endemici, molti a rischio di estinzione, che il governo mauriziano ha posto sotto stretta vigilanza, come i cardinali di Mauritius o le volpi volanti: i primi sono uccelli i cui esemplari maschi sfoggiano una buffa testa rossa come il copricapo dei porporati; i secondi sono timidi pipistrelli che si cibano solo di frutta. Le conifere e le casuarine, con le loro foglie ad ago, rendono certi punti più simili a uno scorcio montano dell’emisfero settentrionale che a una foresta tropicale, ma basta spostarsi più in là per imbattersi in felci, liane, ebani e scimmie, e ritrovare il gusto dell’esotico. Dal parco si possono visitare anche il Grand Bassin, lago sacro agli induisti formatosi nel cratere di un vulcano, e il belvedere della Rivière Noire, con vista sulle splendide cascate. All’interno del parco si trova anche il Casela Bird Park, che ospita un’avifauna composta da più di 120 specie: la più famosa è il colombo rosa di Mauritius. Tra specchi d’acqua, cascate e ruscelli è possibile imbattersi in tartarughe, lemuri, macachi. Il momento per godersi il parco al meglio, con le piante in piena fioritura, va da settembre a gennaio.

Gli scenari naturali più famosi dell’isola sono certamente nella regione sud-occidentale. Abbiamo già parlato del parco nazionale di Black River, ma le meraviglie “verdi” non si limitano all’area protetta: sempre nello stesso distretto si trova uno dei luoghi più conosciuti dell’isola, le terre colorate di Chamarel. Si tratta di dune formate da ceneri vulcaniche, dai colori più vari, che hanno la peculiarità di stratificarsi sempre in livelli di colori distinti. Provare a mescolarne un po’ in mano per credere: ritorneranno sempre a stratificarsi secondo il loro colore. Dall’altro lato della vallata la seconda meraviglia della zona: le omonime cascate, che si gettano a picco per decine di metri. Un salto decisamente più contenuto, ma non per questo meno suggestivo, è quello delle cascate di Rochester: l’azione delle acque del fiume Savanne ha infatti rimodellato la roccia basaltica, creando delle splendide colonne naturali.